La violenza contro le donne, secondo l’Organizzazione Mondiale della Salute

La violenza contro le donne, secondo l’Organizzazione Mondiale della Salute

La violenza contro le donne, secondo l’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS) resta uno dei maggiori problemi di salute pubblica mondiale e, generalmente, aumenta sempre durante ogni tipo di emergenza inclusa quella (che stiamo attualmente vivendo!) della pandemia da Covid-19. Come noto, ci possono essere vari tipi di violenza quale quella fisica, verbale, psicologica, sessuale, economica ed, altresì, lo stalking o cyberstalking. Il legislatore, inoltre, proprio per incentivare l’emersione degli abusi ha introdotto il gratuito patrocinio per le vittime di violenza a prescindere dal reddito conseguito.

La Convenzione di Istanbul ha stabilito che molto spesso la violenza fisica e psicologica si manifestano insieme. La violenza di genere, purtroppo, anche quando non è diretta è assistita: presenziare, partecipare a queste violenze perpetrate nei confronti di un proprio caro ha delle ripercussioni fortemente negative per i più piccoli che registrano un trauma. Quando i figli delle donne vittime di abusi cresceranno c’è il rischio che la violenza che hanno vissuto diventi un modello da seguire.

Per chi era già vittima di maltrattamenti, il lockdown dovuto al Coronavirus, la convivenza obbligatoria 24 ore su 24 con la propria famiglia e l’isolamento potrebbero avere peggiorato gli abusi: lo stress che si è vissuto in questo periodo e il diminuito accesso alle reti protettive possono aver aumentato il rischio di violenza di donne e bambini. Restare a casa e condividere costantemente lo spazio con i propri aggressori potrebbe avere creato le circostanze per compromettere ulteriormente l’incolumità della vittima. Purtroppo in questa situazione di prossimità con il proprio carnefice e di riduzione dei contatti esterni è stato molto più difficile chiedere aiuto. 

Nella situazione di crisi economica che stiamo attraversando, inoltre, il sesso femminile si trova doppiamente svantaggiato in quanto, nella maggioranza dei casi, parte da una situazione lavorativamente più precaria rispetto agli uomini e, nel periodo del lockdown, ha visto aumentare gli oneri di lavoro domestico non retribuito di cura di bambini e anziani.

Da evidenziare è che alcune donne ancora non hanno la consapevolezza che quello che si consuma nelle loro case è un grave illecito penale; inoltre, ci sono persone vittime di violenza da moltissimi anni (anche da tutta la loro vita!) che, a causa di questa situazione, hanno subito dei danni psicologici importanti.

Ci tengo a sottolineare che ogni caso di violenza o di maltrattamento ha una sua particolarità e deve essere valutato a sé. Il consiglio che posso dare come Avvocato penalista è di non minimizzare ciò che viene commesso all’interno delle mura domestiche ma di denunciarlo chiedendo aiuto ad un legale competente in questa materia anche perché, in alcuni casi, il persistere dei maltrattamenti ha portato ad una escalation di condotte sempre più gravi fino ad arrivare al femminicidio. 

In ogni vittima, in un certo momento, deve emergere la consapevolezza che quanto si è sopportato non è più accettabile e che si deve dire basta per proprio bene e per quello dei propri figli. Bisogna uscire da una situazione piena di soprusi, non ci si può illudere di poterla contenere o limitare, non ci si può più dire che “è stato solo un episodio” o che “devo tornare a casa che le cose si aggiusteranno”.  Per sistemare veramente le cose bisogna che quell’uomo violento sia messo nelle condizioni di curarsi. Purtroppo alcune volte, certe donne si fanno manipolare dai loro carnefici e si verificano casi di denunce che vengono ritrattate dietro la promessa di un cambiamento o dietro ricatto. 

Ricordatevi che non bisogna avere timore o vergognarsi della propria storia: ogni donna deve credere in se stessa, nella propria persona, e nel diritto ad avere un futuro diverso da quello che sta vivendo. Senza questa consapevolezza è più difficile intraprendere la strada della denuncia che è solo l’inizio di un percorso lungo e a volte doloroso ma certamente necessario per rinascere e per proteggere i propri figli.